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MUSICHERIA - ALEPH



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*Il prezzo si intende IVA inclusa

Descrizione

Dal 15 maggio sarà in distribuzione in Italia e all’estero nel circuito IRD e nei migliori store digitali, “Aleph”, secondo lavoro discografico del progetto Musicheria, prodotto dall’etichetta Dodicilune.

Il quartetto, guidato da Carlo Bonamico (contrabbasso, basso acustico/elettrico) e composto da Claudio Giovagnoli (sax tenore/soprano, flauto), Franco Santarnecchi (pianoforte, tastiera, fisarmonica) e Bernardo Guerra (batteria), continua a esplorare territori musicali in bilico fra world music e jazz e, a quattro anni di distanza dall’esordio “Le Pendu”, torna con nove brani inediti, composti e arrangiati da Bonamico, e con la cover di “Com’è profondo il mare” di Lucio Dalla.

«L’ispirazione che sta dietro l’album è principalmente di origine letteraria. Nel periodo in cui ho composto la maggior parte dei brani ero molto coinvolto dalla lettura di Jorge Luis Borges. C’è un diretto riferimento allo scrittore argentino sia nel titolo del cd che nella traccia “Il libro di sabbia” (entrambi titoli di suoi scritti)», sottolinea Bonamico. «I singoli brani sono concepiti come brevi racconti: alcuni sono permeati di suggestioni etniche (come racconti di viaggio), altri hanno una matrice fantastico/surreale, altri sono frutto di un intento più puramente narrativo o descrittivo. Non sempre c’è un collegamento immediato fra l’uno e l’altro. Il tema principale dell’album è la ricerca della giusta prospettiva, della giusta “apertura” attraverso la quale potersi avvicinare al “tutto” (o, quanto meno, al più possibile…)».

«Un Aleph è uno dei punti dello spazio che contengono tutti i punti […] il luogo dove si trovano senza confondersi, tutti i luoghi della terra, visti da tutti gli angoli […]», scrive Jorge Luis Borges. «In quell’istante gigantesco, ho visto milioni di atti gradevoli o atroci; nessuno di essi mi stupì quanto il fatto che tutti occupassero lo stesso punto, senza sovrapposizione e senza trasparenza. Lo spazio cosmico vi era contenuto, senza che la vastità ne soffrisse. Ogni cosa era infinite cose perché io la vedevo distintamente da tutti i punti dell’Universo».

Il disco si apre con “Atlovarig”, un brano piuttosto festoso di ispirazione balcanica, e “Il libro di Sabbia”, composizione dalle molte facce che comincia sottovoce per arrivare ad esplodere in un assolo di sax forsennato, concludendosi con un ritorno al punto di partenza. «7-10-2013” è la data di un grave incidente avuto dalla mia compagna», spiega Bonamico. «Qui ho cercato di descrivere gli stati d’animo in cui ci siamo venuti a trovare durante quella triste vicenda, partendo da prostrazione e rabbia per andare progressivamente verso l’ottimismo e la fiducia in una ripresa imminente». “Joro Gotan” è un brano prettamente melodico giocato su pochi elementi compositivi, che spicca per semplicità e cantabilità; “Lilyth” è una composizione piuttosto densa e a tratti spigolosa, in bilico fra suggestioni etniche ed atmosfere metropolitane. Il brano è introdotto da un solo di batteria, seguito da una sorta di riff di basso che va a supportare l’intero svolgimento tematico, il quale sfocia in un solo di piano. Una coda di sax su un cambio d’atmosfera porta in chiusura il pezzo. In “Cielo d’Opale”, «il riferimento è all’aspetto del cielo che avevo di fronte mentre lavoravo al brano. Un'altra composizione basata su un riff di basso, giocata essenzialmente sull’alternanza di due stati d’animo, uno più leggero e spensierato e l’altro più teso ed inquieto (un po’ come due facce della stessa medaglia)». “Libera-Mente” è un altro brano dalla doppia natura, una più riflessiva ed intimista affidata al pianoforte ed una più solare ed estroversa a cui danno voce i fiati (nell’esposizione del tema  abbiamo ricreato l’effetto di una piccola sezione mediante sovraincisioni). Il titolo, in ambedue i significati possibili, va interpretato come un auspicio, un desiderio. “Emme” è la lettera con cui iniziano sia la parola mamma che il nome di mia madre; un ritratto sonoro.  L’improvvisazione iniziale di sax connota fortemente “Untitled“, basato su un tema cantabile punteggiato qua e là di elementi di contrasto. Il cd si chiude con “Com’è Profondo il Mare” brano di Lucio Dalla sul quale Bonamico ha iniziato a lavorare in seguito alla notizia della sua morte (avvenuta nel 2012). «Ho dei bei ricordi d’infanzia e giovinezza legati alle sue canzoni ed ho trovato giusto fargli un piccolo omaggio. Il brano è piuttosto rimaneggiato ma mantiene, a mio parere, una forte riconoscibilità».

Fiorentino, classe 1972, Carlo Bonamico si avvicina giovanissimo alla musica con lo studio di chitarra classica e pianoforte, a 14 anni comincia ad interessarsi al basso elettrico. Studia prima con musicisti dell’area pop-rock, poi con musicisti di jazz, fra i quali Ares Tavolazzi. Nel frattempo studia arrangiamento jazz presso il Centro Attività Musicali di Scandicci e si interessa di composizione. Collabora intanto con varie formazioni rock-blues e con artisti della scena blues nazionale ed internazionale (ad esempio James Thompson, “Sax” Gordon Beadle, James “Two Scoop” Moore, Leonardo Boni) e fa parte della big band “Ballroom Dance Band” diretta da Dario Cecchini (attuale leader dei “Funk Off”). Dal 1996 ha avuto varie collaborazioni in ambito pop-rock, sia per quanto riguarda esibizioni dal vivo che registrazioni in studio, fra le quali con Marco Parente, Medilatina e La Camera Migliore, gruppo prodotto da Carmen Consoli. Fa poi esperienza nelle più svariate formazioni di jazz ( dal trio alla big band), periodo in cui ha la possibilità di suonare con moltissimi esponenti del jazz (e non solo) dell’area fiorentina (Alessandro Galati, Mirko Guerrini, Walter Paoli, Dario Cecchini, Piero Borri, Stefano Scalzi, Fabrizio Morganti, Claudio Giovagnoli, Riccardo Onori, Fabrizio Mocata, Luca Gelli…). Dal 1998 al 2004 è stato membro della band “Soul & Energy” con Sergio Montaleni e Davide Lenti “Malito”, gruppo funk-rock col quale si è esibito sui palchi di gran parte d’Italia ed all’estero. Nel 1999 si avvicina alla musica latina collaborando per due anni col violinista Ruben Chaviano, il chitarrista Mino Cavallo ed il percussionista Valerio Perla ( “Bye-Ya”). In ambito jazzistico ha collaborato e si è esibito con vari artisti della scena nazionale ed internazionale fra i quali Fabio Morgera, Perico Sambeat, Daniele Gorgone, Ruben Chaviano, Franco Santarnecchi, Simone Graziano, Stefano Tamborrino, Duccio Bertini, Dario Cecchini, Alessandro Lanzoni, Bernardo Guerra e molti altri). Dal 1997 insegna musica presso vari istituti. Nel 2010 ha conseguito il diploma superiore di II livello in “Composizione e Arrangiamento Jazz” presso il Conservatorio Cherubini di Firenze. Dal 2014 collabora col gruppo rock-prog “Seldon”.

Franco Santarnecchi, pianista, batterista, compositore, si avvicina allo studio della musica sotto la guida di suo padre, musicista polistrumentista. Prima di dedicarsi definitivamente al pianoforte, che diverrà il suo strumento principale, suona il basso e la batteria in diverse formazioni, facendo esperienza in vari generi musicali. Con l’approfondimento dello studio del pianoforte e l’utilizzo delle tastiere nasce in lui sin da giovane una grande passione per il jazz, sia nelle sue espressioni acustiche (ad esempio Bill Evans) che in quelle più elettriche e di contaminazione (soprattutto per la Fusion dei Weather Report). Sempre interessato alla musica in tutte le sue forme, collabora anche con cantautori sia come strumentista che come arrangiatore (ad esempio con Ezio Nannipieri, con il quale vince il Premio Recanati nel 1990). Allo studio del pianoforte abbina sempre più l’approfondimento di tastiere e sintetizzatori, cominciando ad utilizzare anche campionatori, sequenzer, vocoder e organo Hammond. Si dedica quindi con grande impegno alla composizione di brani originali, in cui la tradizione jazz si fonde con ritmi e melodie proprie di altre culture; è di questo periodo la formazione del gruppo Totem (progetto aperto alla collaborazione con diversi musicisti), del quale è l’autore della maggior parte dei brani. In ambito jazzistico ha collaborato e collabora con artisti di levatura internazionale partecipando a moltissimi festival in Italia ed all’estero. Da molti anni (dalla registrazione dell’album “Buon Sangue”, pubblicato nel 2005) è collaboratore stabile di Lorenzo Cherubini (in arte Jovanotti). Dal 2011 dirige la Waves Orchestra, con cui propone sue composizioni originali.

Bernardo Guerra nasce a Firenze nel 1988. Inizia a suonare la batteria all'età di tre anni grazie alla passione del padre anch’egli musicista. All'età di otto anni si avvicina al jazz iscrivendosi alla scuola fiorentina del Cam dove prosegue lo studio dello strumento sotto la supervisione di Alessandro Fabbri e Alessandro di Puccio. Nel 2004 e nel 2006 partecipa ai seminari di Siena Jazz, Ronciglione Jazz e il festival di free jazz a Sant'anna Arresi in Sardegna dove ha come insegnanti Jimmy Cobb, Dafnis Prieto, Massimo Manzi, Fabrizio Sferra, Steve Coleman, Thomas Morgan, Enrico Rava e Paolino dalla Porta. Sempre nel 2006 inizia una colaborazione con Alessandro di Puccio e il giovane talento italiano del pianoforte Alessandro Lanzoni che lo porta a suonare in diversi teatri fiorentini come il teatro Puccini e il teatro della Pergola. Con il pianista fonda il Jazz Bam Trio che arriva secondo al concorso nazionale "Emergenti live 2006" a Bergamo. Nello stesso anno lavora in house band col pianista Pietro de Girolamo e il contrabbassista Nicola Vernuccio al Celebrate Cafè di Perugia in occasione di Umbria Jazz. Nel 2008 vince il concorso internazionale di jazz del festival Elba Jazz col quartetto formato da Alessandro Lanzoni, Gabriele Evangelista e Luigi Di Nunzio. Nel 2009 si reca negli Stati Uniti per una serie di concerti e per la registrazione del disco “Amazing little toys”(avvenuta al 58 Media Lab Studio di Brooklyn, New York sotto la supervisione di Josh Roseman) con la collaborazione dei musicisti americani, e allievi della NYU ,Nick Myers, Isamu Mcgregor e Evan Crane oltre al chitarrista italiano Joy de Vito. Nel periodo newyorkese ha come insegnante il batterista americano Ari Hoenig. Dal 2006-2007 collabora con il pianista Simone Graziano e con il sassofonista Claudio Giovagnoli con i quali nel 2010 fonda i Meeting Sound accompagnati dal talento del contrabbasso Gabriele Evangelista. Il gruppo suona in tutta Italia e registra il suo primo lavoro discografico con l'etichetta Jazz Engine di Marco Valente che esce nel febbraio 2012. Negli ultimi anni inoltre ha lavorato come docente alla New York University di Firenze suonando in tutti i più prestigiosi luoghi del jazz italiano come il Blue Note di Milano, il Torrione di Ferrara,l'Alexander Platz a Roma e il Teatro Lauro Rossi di Macerata e partecipando a grandi festival jazz italiani ed europei come Umbria Jazz, Peperoncino Jazz Fest, Foligno Young Jazz Fest, Tirana Jazz Fest, Utrecht Jazz, Veneto Jazz e altri. Nonostante la giovane età ha già alle spalle collaborazioni con diversi jazzisti del panorama nazionale e internazionale del calibro di Francesco Bearzatti, Alex Sipiagin, Enrico Rava, Alessandro Lanzoni, Nico Gori, Danilo Rea, Gabriele Evangelista, Dan Kinzelman, Joe Remher, Simone Graziano, Mulgrew Miller, Marco Tamburini, Barbara Casini, Cristiano Arcelli, Max Ionata, Franco Santarnecchi, Antonello Salis, Piero Bittolo Bon, Marco Panascia, Perico Sambeat e molti altri.

Claudio Giovagnoli, sassofonista e compositore, inizia gli studi classici con il clarinetto all’età di tredici anni per poi dedicarsi principalmente alla musica jazz e funk. Frequenta le scuole jazz di Firenze, Siena e Roma, studiando con grandi musicisti quali S. Cantini, M. Giammarco, P. Dalla Porta, D. Liebman, ecc. Dal '92 ad oggi conta innumerevoli concerti e collaborazioni nell'ambito della musica jazz e funk. Oltre a numerose incisioni come side o session man ha al suo attivo tre dischi come leader: “Il Silenzio dei Titani” (2002, con N. Vernuccio, F. morganti e F. Santarnecchi), “Native Quartet” (2006, con L. Pieri, P. Dalla Porta, F. Morganti), e "Steam" del Meeting Sounds Quartet (con S. Graziano, G. Evangelista e B. Guerra), edito da Jazz Engine Records nel 2012, che entra fra i dischi del mese su Musica Jazz di gennaio 2013.
Dal 2003 inizia a collaborare e poi si integra con il gruppo dei Funk Off, con il quale si esibisce in numerosi festival jazz, quali il London Jazz Festival, Umbria Jazz, BMW Jazz Festival di Sau Paulo (Brasil), Montreux, Instanbul Jazz Festival, Umbria Jazz Winter, Clusone Jazz Festival, Melbourne Jazz Festival, Jazz a Vienne, Black Sea Jazz Festival, ecc., ed anche in alcune trasmissioni televisive quali "Speciale per me" di Renzo Arbore (RAI 1), il festival di Sanremo 2005 con Alexia, Scalo76 (RAI 2), Barbareschi Sciock (LA7), 1° maggio 2010 in piazza San Giovanni a Roma (RAI3), Sostiene Bollani (RAI3), Amici di Maria De Filippi (con Alessandra Amoroso, 2012), ecc. Con i Funk Off incide quattro CD ed un DVD: il primo si intitola "Jazz On", edito nel 2007 da "Blue Note/Emi", il quale annovera ospiti importanti quali D. Liebman, S. Bollani, P. Fresu e G. Telesforo; il secondo CD esce nel 2010 e si intitola "Una banda così", edito da “My Favorite Records”, ospiti F. Bosso, Horacio “El Negro” Hernandez, A. Salis, G. Petrella; il terzo CD si intitola "Power to the music", edito da "Emarcy Universal" con ospite M. Tamburini; nel 2014 esce il DVD "Funk Off Story - Live at Umbria Jazz 13", allegato alla rivista Musica Jazz (N. 6 – giugno 2014); nel 2015 il quarto CD dal titolo "Things Change", edito da "JAndo Music - Via Veneto Jazz", con ospiti Raul Midón, Avery Sunshine e Fred Wesley. Nel novembre 2014 i Funk Off suonano in South Africa, e nell'occasione si rendono protagonisti di alcune clinics-incontri con i ragazzi delle scuole nelle township intorno a Johannesburg. Altre collaborazioni dei Funk Off, a parte quelle occasionali, sono state quella con Simone Cristicchi dal 2012 e quella con Karima dal 2015 ad oggi. Nel 2015 è in tour in Europa con la cantante chitarrista Ana Popovic, insieme a M. Papadia e F. Morgera, suonando in Germania, Francia (Cahors Blues Festival), Normandia, Svezia, Finlandia (Raumi Blues Festival), Serbia, ecc. Sempre con Papadia nel 2014-15 effettua alcuni concerti con ospite F. Bosso; nello stesso periodo ma con il gruppo funky dei "Sex FM" un altro ospite degno di nota è Fred Wesley, storico trombonista di James Brown. Occasionalmente collabora anche con l’ambiente pop italiano, registrando con Irene Grandi ("Un vento senza nome" - Sony Music 2015), con Cristina Donà (“Torno a casa a piedi” - EMI Music Italy 2011), Biagio Antonacci (“Il cielo ha una porta sola” e "9-NOV-2001"), ecc. Con Antonacci si esibisce anche all’arena di Verona nell’ambito del Wind Music Awards 2009, in diretta su Italia-1; invece con Max Gazzè in un simpatico concerto tributo ai Pink Floyd nel luglio 2011.


TRACKLIST

1 - Atlovarig
2 - Il Libro di Sabbia
3 - 7-10-2013
4 - Joro Gotan
5 - Lilyth
6 - Cielo d'Opale
7 - Libera-Mente
8 - Emme
9 - Untitled
10 - Com'è Profondo il Mare
 
All compositions by Carlo Bonamico (Dodicilune edizioni) except 10 by Lucio Dalla
 

 

(P) 2016
Dodicilune ED359
8033309693590

 

 

MUSICISTI

Carlo Bonamico, contrabbasso, basso acustico/elettrico
Claudio Giovagnoli, sax tenore/soprano, flauto
Franco Santarnecchi, pianoforte, tastiera, fisarmonica 
Bernardo Guerra, batteria

Total Time 52,00

 

VIDEO
7-10-2013  
 

 

 

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